Un sogno che ha messo le radici: l’accordo tra Gilda Contemporary Art e Phoresta Onlus

Intervista a Carlo Manicardi, Presidente di Phoresta Onlus

Gilda Contemporary Art ha stipulato con Phoresta Onlus un accordo triennale (2017-2019) che prevede un sostegno economico all’iniziativa di rimboschimento di un appezzamento di terreno alle porte di Bologna. Phoresta calcolerà le emissioni di Co2 della galleria che potranno in questo modo essere compensate.

Riportiamo un’interessante intervista rilasciata dal Presidente di Phoresta Onlus, Carlo Manicardi, che racconta l’iniziativa.

D- Presidente, ce l’abbiamo fatta con questo bosco. Dove si trova esattamente?

R-È situato a Bologna, a soli 15 minuti dal centro (zona Tribunale) salendo da porta San Mamolo.

D- L’estensione complessiva dell’area?

R- Sono 17 ettari (170.000 mq). Una piccola parte è già ricoperta da bosco, in parte è a calanchiva – arbustiva (NDA – risultati dell’erosione del terreno che si producono per il dilavamento delle acque su rocce argillose. Sono poco coperti dalla vegetazione) mentre altri 5/6 ettari saranno da noi riforestati con nuove piante autoctone.

D-Quando inizierà l’operazione di riforestazione?

R-Pensiamo di iniziare molto presto, già a partire dal marzo 2017 con la previsione di concludere entro la fine del 2019. Impiegheremo tre anni perché le piante saranno inserite in step successivi per poter garantire un’adeguata manutenzione ai singoli lotti.

D-Ci può spiegare cosa significa “riforestare un territorio”?

R-Riforestare non significa riempire un’area in modo casuale di alberi, ma ricreare un bosco, che è di fatto un sistema naturale vivente. E come tale va trattato.

D-Il bosco sarà privato o aperto al pubblico?

R-Il bosco sarà accessibile a tutti: appassionati naturalisti ma anche famiglie con bambini e studenti. Per questo saranno mantenuti in buone condizioni i sentieri esistenti. Sarà un ambiente salubre benché distante pochi chilometri dalla città. Ricordiamo che ricreare un bosco ha la finalità prioritaria di aumentare l’assorbimento della Co2 e generare quindi maggiore ossigeno. Inoltre, un bosco migliora sensibilmente la biodiversità dell’area.

D- L’apertura dell’area naturale al pubblico quando è prevista?

R-Avverrà già a partire dal mese di maggio 2017 e le persone, a richiesta, potranno passeggiarvi ma anche partecipare alla riforestazione. Così vedranno in concreto come si ricrea un bosco.

D-Quante piante prevedete di mettere a dimora? E di che varietà saranno?

R-Le piante messe a dimora alla fine del progetto potranno arrivare verosimilmente a 1.200, cioè tra i 300/400 per ognuno dei tre step, ma siamo ancora in fase di progettazione; per ora siamo in possesso di dati non definitivi. Le essenze arboree di nuova introduzione saranno principalmente: acero campestre, quercia, carpino nero, bagolaro, qualche frassino e frutti selvatici. Il progetto e la successiva direzione lavori avverrà ad opera del nostro socio fondatore, l’agronomo Guido Barbieri, con il quale si sviluppò l’idea iniziale di questa Onlus che oggi, fortunatamente, conta numerosi soci.

D-Sappiamo che lei – da buon commercialista – ama i numeri. Questo impegno cosa comporterà in termini di assorbimento di Co2?

R-Parliamo su base annua. Sappiamo che ogni albero di acero campestre assorbe 3,5 tonnellate di Co2 in 50 anni cioè 70 Kg di Co2 all’anno. Un bagolaro assorbe 5 tonnellate di Co2 in 50 anni cioè 100 Kg all’anno. Anche la quercia assorbe 5 tonnellate di Co2 in 50 anni cioè 100 Kg all’anno. Il frassino ne cattura 5 tonnellate in 50 anni, cioè 100 Kg all’anno per albero…

D-Ci può indicare una media orientativa?

R-Se alla fine dei tre anni di riforestazione saranno stati piantati circa 1000 alberi (cifra prudenziale, probabilmente in difetto) il bosco così creato assorbirà circa 10 tonnellate di Co2 ogni anno. Non poco effettivamente.

D- Altri scopi di questa vostra iniziativa?

R- A parte la riduzione di Co2 di cui abbiamo riferito sopra, altrettanto importante è lo scopo divulgativo. Phoresta vuol dare l’esempio di come si combatte il climate change in concreto. E vuol dimostrare come ci sono anche persone e attività che ci investono del denaro, per il bene comune.

D-Il conto torna, alla fine.

R- Come da sempre diciamo, tutti ci guadagnano: non ultimo l’ambiente. Che poi, guarda caso, è di tutti.